Infiltrazioni Vano Ascensore Milano | Resine Idroreattive
Allagamenti nei vani ascensore a Milano: come le resine idroreattive risolvono il problema alla radice.
È un lunedì mattina di giugno e il telefono di un amministratore di condominio a Milano inizia a squillare incessantemente. Il problema è sempre lo stesso: il vano ascensore è allagato. Nonostante i tentativi passati con intonaci osmotici o "bacinelle" di contenimento, l'acqua continua a risalire, bloccando l'impianto e creando un danno da fermo tecnico che esaspera i condomini. Ma perché succede proprio ora, con l'arrivo del caldo?
Il fenomeno è spesso legato alla pressione idrostatica della falda acquifera che, dopo le abbondanti piogge primaverili, spinge con forza contro le pareti contro terra, i diaframmi e i giunti di costruzione. In Ranghetti Art Proget conosciamo bene questa preoccupazione: il timore costante che il cemento armato si stia ammalorando e che i ferri d'armatura stiano subendo una corrosione accelerata sotto il livello stradale.
Il limite delle soluzioni superficiali: l'errore del "tappo interno"
Molti professionisti, come geometri e ingegneri, sanno che intervenire dall'interno con membrane cementizie rigide è spesso un semplice palliativo. Se l'acqua spinge dall'esterno (contropressione), col tempo finirà per staccare qualsiasi rivestimento applicato sulla faccia a vista. Il vero problema non risiede sulla superficie della parete, ma dietro la struttura, nelle intercapedini o all'interno delle riprese di getto che presentano vespai o nidi di ghiaia.
Caso Studio: Iniezione a schermo in un condominio milanese
Recentemente abbiamo affrontato un caso critico in zona Porta Romana a Milano. Le infiltrazioni nei diaframmi del secondo piano interrato rendevano i locali box insalubri e il vano ascensore costantemente umido. Invece di procedere con demolizioni o scavi esterni, impossibili in un contesto urbano densamente popolato, abbiamo optato per l'iniezione di resine idroreattive monocomponenti.
- La Diagnosi Professionale: Abbiamo identificato le fessurazioni strutturali e le lacune nei giunti di costruzione tramite fori pilota strategici eseguiti con punte diamantate.
- L'Intervento: Attraverso appositi packer (iniettori d'acciaio), abbiamo introdotto la resina idroreattiva ad alta pressione. A contatto con l'acqua infiltrata, la resina subisce una reazione chimica immediata, aumentando di volume fino a 20 volte e trasformandosi in una schiuma poliuretanica flessibile ma totalmente impermeabile.
- Il Risultato: La resina ha saturato non solo la crepa visibile, ma anche i vuoti d'aria e le cavità alle spalle del muro (iniezione a schermo), creando una barriera protettiva esterna definitiva senza alcun cantiere invasivo per i condomini.
Perché un progettista dovrebbe prescrivere le resine proprio a giugno?
Giugno rappresenta il momento tecnico ideale per questi interventi: le temperature stabili favoriscono i tempi di reazione controllata delle resine e permettono di bonificare completamente piani interrati, cantine e vani ascensore prima che l'afa estiva favorisca la proliferazione di muffe e odori sgradevoli dovuti all'umidità stagnante. Inoltre, la capacità delle resine di rimanere elastiche nel tempo garantisce che, anche in presenza di micro-movimenti strutturali dell'edificio, l'impermeabilizzazione non subisca nuove fratture cristalline.
La preoccupazione del Direttore Lavori: La durabilità
"Quanto durerà l'iniezione?" È la domanda che giustamente ogni tecnico si pone. A differenza dei sigillanti bituminosi o degli intonaci osmotici, la resina idroreattiva diventa parte integrante della matrice strutturale. Una volta indurita, resiste ai microrganismi del terreno e alle variazioni chimiche dell'acqua di falda, offrendo una soluzione definitiva che evita all'amministratore di dover gestire emergenze ricorrenti ogni stagione.
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